Caso Cucchi: il Maresciallo Caporaso e la Responsabilità d’essere un Carabiniere

Omicidio preterintenzionale è la forma autonoma di reato prevista dall’articolo 584 del Codice Penale che si consuma quando chiunque, con atti diretti unicamente a percuotere o provocare lesioni personali, nei confronti di un altro soggetto, ne cagioni senza volerlo la morte. La Corte d’Assise di Roma ha ricondotto a questa fattispecie la vicenda di Stefano Cucchi, deceduto in seguito alle feroci percosse subite, il 22 ottobre del 2009, nella Caserma della Compagnia Casilina, da due militi dell’Arma dei Carabinieri che, per questo fatto, son stati condannati a scontare dodici anni di reclusione. Stefano Cucchi, dunque, fu percosso brutalmente. Con violenza, accanimento e livore. Senza pietà alcuna e… questo fatto si manifesta ancor più grave perché commesso da due rappresentanti delle forze dell’ordine. Ci son voluti dieci anni per far luce sul caso. Dieci anni caratterizzati anche da tentativi di depistaggio e insabbiamento oltre che da una vergognosa falsificazione di verbali. Si potrebbe dire ora che giustizia è fatta. Ma questo è il giudizio di primo grado e, in Italia, è già accaduto, che  sentenze scottanti, nei gradi successivi di processo, siano state ribaltate, probabilmente, per compiacenza nei confronti dei poteri occulti che da sempre operano nel nostro paese. Speriamo che non sia questo il caso e che giustizia sia davvero fatta. Altro non voglio dire e chiudo questo articolo, non con parole mie, ma con quelle del Maresciallo dell’Arma Salvatore Caporaso che, dopo la lettura della sentenza, si è avvicinato a Ilaria Cucchi, sorella dell’ucciso, per baciarle la mano e renderle tutto l’onore che merita:

“Sono in servizio da ventisei anni. Per me questa uniforme va onorata e quei colleghi non lo hanno fatto. Per questo devono pagare ancor più degli altri. Hanno trascinato nel fango tutti noi che lavoriamo con onestà. E’un’istituzione che ha duecento anni di storia e che è un pezzo importantissimo di questo Paese. Chi porta la divisa e, in particolare questa, per come la vedo io, ha una responsabilità in più di fronte a tutti.”

Nella foto: “La Madre dell’Ucciso” di Francesco Ciusa

19 risposte a "Caso Cucchi: il Maresciallo Caporaso e la Responsabilità d’essere un Carabiniere"

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  1. Sono contrario all’ergastolo, ma per il reato commesso, secondo me 12 anni sono davvero pochi, proprio perché, portando la divisa, come dice giustamente il carabiniere, devono difendere i cittadini e non fare quello che il processo ha messo in luce abbiano fatto.

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  2. La magistratura deve muoversi fra i minimi e i massimi di pena previsti dalla legge, valutando le particolarità del caso singolo e la giurisprudenza precedente. E’ già una cosa buona che siano stati bloccati i vari tentativi di depistaggio e insabbiamento che si sono ripetuti dal 2009 sino alle fasi finali del procedimento. Speriamo che le indagini vadano a buon fine anche relativamente ad ogni azione mirata a distorcere il regolare andamento del processo e che non ci siano ribaltoni. Il Maresciallo Caporaso è un uomo coraggioso che ha fatto quel che avrebbero dovuto i vertici dell’Arma. Ma, a volte, son proprio gli umili e i più piccoli che danno a tutti l’esempio più alto.

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    1. La punizione deve essere esemplare anche se non credo proprio sia possibile una “reformatio in peius” da parte dei giudici di grado successivo. Speriamo che non facciano pastrocchi. La storia giudiziaria italiana è piena di brutti precedenti. Si pensi, ad esempio, al processo di Catanzaro che lasciò impuniti gli autori della strage della Banca dell’Agricoltura avvenuta a Milano nel 1969.

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    1. La giustizia italiana è spesso in ritardo. Oberata di lavoro, non adeguatamente supportata dalle istituzioni. Gli stessi criteri di reclutamento dei magistrati andrebbero rivisti. Mi sembra ci siano troppe dinastie, e per questo dei figli di papà manipolabili. Ci sono anche giovani preparati ma non riesco a intravvedere qualcuno munito di quel coraggio, quella abnegazione e quell’esperienza di vita che ha reso grandi giudici come Falcone, Borsellino e tanti altri di una irripetibile generazione. Naturalmente spero di sbagliarmi ma… questo è quel che percepisco. Buona serata a te caro Cavaliere… visto che solo adesso riesco ad affacciarmi su queste pagine.

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  3. Infatti, io darei una condanna brutale a questi ex carabinieri che hanno infagato l’Arma in questo modo. Gente onesta, gente che rischia, e che loro hanno smerdato così. Devono pagare doppiamente, e spero che nulla venga ribaltato.

    Moz-

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  4. Forse è la volta buona che riesco a commentare.
    ” E’ gia’ successo che sentenze scottanti vengano ribaltate”.
    Se ci sarà un governo populista, di destra, reazionario, vedi ‘lega’,
    Cambierà senza dubbio al prossimo processo.
    Cri

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  5. Io credo che la sorella di Stefano sia stata grande nel portare avanti le sue motivazioni ed ottenere giustizia per il fratello. Dieci anni sono tanti e un altro , al suo posto, avrebbe perso il coraggio. Lei no e ha avuto giustizia. Speriamo che , poi, la sentenza non venga ribaltata perchè i due carabinieri che si sono macchiati di questo crimine , hanno anche macchiato l’arma , con questo comportamento violento e assurdo. Saluti.

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      1. Ho preferito inserire il blocco dei commenti per aver un maggior controllo sul sito specie per le ore in cui non ho possibilità di seguirlo. Ho ritardato un po’ nell’approvazione dei commenti e ho un po’ pasticciato perché si erano accumulati mi scuso per il disguido.

        Piace a 1 persona

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