Gigi Riva Presidente Onorario del Cagliari Calcio

Spero che mi perdonerete questa digressione calcistico-sportiva. Ma, sotto Natale, ci sta bene e la notizia della quale stiamo per parlare credo sia veramente degna di nota. Il Presidente del Cagliari Tommaso Giulini, nella ricorrenza del centenario della società e nel cinquantesimo anniversario della vittoria dello scudetto, ha nominato il grande Gigi Riva presidente onorario del sodalizio rossoblù. Un gesto che suggella la riconoscenza del club isolano e dei Sardi nei confronti dell’immenso campione di Leggiuno e che mi spinge a celebrarne le gesta con un mio personale ricordo:

Mi capita, talvolta, di vederlo mentre passeggia nella centrale via Pasquale Paoli. Serio, sempre elegante. Forse un po’ solitario. I Cagliaritani che tanto lo amano, lo guardano sempre con ammirazione ma non turbano in nessun modo la sua privacy. Ricordo ancora quando, ai tempi della mia infanzia, lo incontrai in un negozio di quella strada. Pareva un gigante e portava alla memoria quegli eroi della mitologia greca dei quali tanto parlava a scuola la maestra. “Non sembra Achille?” Dissi a mia madre. Il campione, che sentì le mie parole, sorrise nel porgermi quell’autografo tanto desiderato e, dopo aver firmato fogli e foglietti che avventori e commesse gli presentavano, completò tranquillamente i suoi acquisti. Era la primavera del 1970 e il Cagliari aveva appena vinto il massimo campionato italiano, in barba ad alcune vecchie cariatidi del giornalismo sportivo italiano, che mal digerivano che lo scudetto potesse abbandonare l’autostrada Milano-Torino e imboccare lo svincolo che conduce verso il mare e la Sardegna. La città era in festa e non aveva occhi che per il suo campione e quell’incredibile squadra sapientemente guidata dal “filosofo” Scopigno. Gigi Riva, appellato “Rombo di Tuono” dal maestro Gianni Brera, seminava lo scompiglio nelle difese. Col suo potente sinistro piegava le mani ai migliori portieri, segnava in acrobazia, di testa dopo un magico volo. Infilava la porta con fantastiche rovesciate. Era una forza della natura, un mito. Davide che abbatte Golia. Il vecchio Stadio Amsicora diventava una bolgia quando la rete si gonfiava e lui correva, coi pugni tesi verso terra, a ricever l’abbraccio dei compagni. Son passati cinquant’anni. Era un altro Cagliari, diversamente bello rispetto a quello che quest’anno ci delizia e nuovamente ci fa sognare. Era anche un altro calcio e…noi ricordiamo ancora con emozione quell’epoca d’oro in cui la lealtà sportiva e l’onore ancora contavano più del denaro e neanche possiamo dimenticare le mirabolanti gesta e le imprese del nostro immenso campione.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Roberto Melis ha detto:

    Per me il ricordo di uno dei primi sogni che sembrava impossibile:lo scudetto del Cagliari. Riva,poi, resta un esempio di persona che nelle varie vicissitudini della vita ha saputo fare scelte fondate soprattutto sui valori umani piu’ autentici e validi.

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    1. Voltaire ha detto:

      Sicuramente uno dei ricordi più belli della mia infanzia. Probabilmente qualcosa di irripetibile. Quella dello scudetto sembrava una primavera infinita e… senza l’infortunio di Riva contro l’Austria ci sarebbe stata la possibilità di un secondo titolo di Campioni d’Italia.

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  2. guisito ha detto:

    Allora il calcio era uno sport, adesso non saprei neanche dire cosa è diventato.

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    1. Voltaire ha detto:

      Purtroppo ora chi non investe milioni e milioni non va avanti. La leggenda del Cagliari di Riva oggi sarebbe irripetibile e poi… troppa ingerenza delle grandi squadre e di certi presidenti maneggioni che condizionano arbitri e risultati ma… non parliamone in un occasione festosa come questa.

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  3. Un bellissimo gesto per un grande uomo ed un grande campione. E complimenti al Cagliari per il campionato che sta disputando :-)))

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    1. Voltaire ha detto:

      Un uomo come pochi… Oggi nessuno rinuncerebbe a un contratto miliardario con una grande squadra x una scelta di vita. Il Cagliari di oggi è una bella realtà… Speriamo continui cosi.

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  4. Mirtillo 14 ha detto:

    Io, ora, non sono appassionata di calcio. Ai tempi di Gigi Riva lo ero molto di più e ricordo il grande campione che è stato. A quei tempi, secondo me, il calcio era un’altra cosa e i campioni veri duravano a lungo. Bello il ricordo che hai di lui. Saluti e auguri.

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    1. Voltaire ha detto:

      Per quelli della mia generazione è un ricordo incredibile. In quell’epoca c’erano anche Gianni Rivera e Sandro Mazzola, il Paron Rocco e tanti altri fuoriclasse le cui gesta son tramandate dalla funambolica penna di Giuan Brera. Un altro calcio, meno ricco e più umano che, a volte, sapeva anche di vino, fumo e trattorie.

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  5. Fulvio ha detto:

    Ciao,non sono uno appassionato di pallone ma Il grande Riva lo ricordo molto bene, un grande calciatore e un grandissimo uomo.
    Ciao alla prossima.

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    1. Voltaire ha detto:

      Un esempio per tutti. Non un compagnone. Direi, piuttosto, un uomo schivo ma, certamente, con un cuore grande come pochi. Grande anche l’attuale presidente Giulini che sta ricreando un sogno anche con gesti importanti come questo e la fondazione della Scuola di Tifo per i più giovani.

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  6. Rakel ha detto:

    Ciao non sono appassionata di calcio preferisco lo sci e il pattinaggio.
    Una cosa è indiscutibile che Riva è stato un asso del calcio e merita riconoscimenti.
    Buona Domenica
    Rakel

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    1. Voltaire ha detto:

      Un campione nello sport e nella vita. Una persona sempre pacata, generosa e riservata. E ‘ un onore immenso, per noi Cagliaritani, che Riva abbia deciso di restare nella nostra città.

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  7. L' Alligatore ha detto:

    Il calcio, volenti o no, fa parte della società, una società con molte crepe, che si vedono anche in questo mondo. Detto questo grande simpatia da sempre per Gigi Riva, uno dei pochi calciatori che hanno onorato veramente questo sport, e complimenti al Cagliari, squadra che ha da sempre la mia simpatia, e ora, mancando il mio Chievo in A, non posso che tifare.

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