L'Arte di non Cambiare mai la Penna

Non sono un prosatore e, tantomeno, un poeta. Non son capace di realizzare saggi critici e neanche sono un letterato. Però c’è una frase di Giorgio Bassani che mi piace ricordare oggi:

“Io non cambio mai penna.

  Non ho una penna per la prosa,

  una penna per la poesia,

  una penna per i saggi critici,

  una penna per le lettere.

  Sono sempre io.”

Nel leggere questa riflessione sento una forte esigenza di libertà, indipendenza da schemi e pregiudizi di qualsiasi tipo. Ma, ancor più, ritrovo in essa un senso di sincerità e genuinità profonda. Perciò penso sia bello riportarla su queste pagine. Quasi come un proposito di inizio anno. Ci son tanti modi per esprimersi. Si può scrivere, cantare, suonare o recitare o, più semplicemente, parlar con un amico. L’importante, alla fine, è non esser doppi, o addirittura tripli, ma, qualunque cosa facciamo, esser sempre noi stessi.   

Nella foto: Autoritratto di Vincent Van Gogh – Museo D’Orsay – Parigi 

23 risposte a "L'Arte di non Cambiare mai la Penna"

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  1. Concordo. Essere se stessi sempre, sia davanti al Papa, a un Re o alla persona con cui si ha il massimo dell’intimità: lo stesso uguale rispetto per tutti e senza mai recitare una parte che non ci appartiene.
    Ma, perdona il mio senso particolare di dissacralità: Bassani non scriveva con la penna a biro, vero? e neanche con la matita…prima o poi finiscono e le devi pur cambiare.

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    1. Apprezzo la dissacrazione anche perché i tempi cambiano e ci costringono, a volte, a esser diversi da come eravamo e così… cambiamo anche le penne. L’importante però è che, anche le nuove penne, siano sempre nostre, mai prese in prestito o sottratte ad altri. Auguroni a te e ai tuoi cari.

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      1. Io direi che si può scrivere anche con penne prese a prestito, l’importante è che il PENSIERO e la SCRITTURA ci appartengano.
        Scusami per favore, c’è sempre in me un fondo dissacratorio e un po’ pignoletto…alcuno parole, alcuni frasi riescono a portarlo in superficie.

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      2. Apprezzo anche l’esser pignoletti perché ci aiuta a vedere tutte le sfaccettature di un dialogo. Giustissima la tua considerazione che ci porta a meglio considerare la sostanza delle cose.

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      1. Proprio vero, perché la presunzione porta a costruirci una personalità che non abbiamo. Il sopravvalutarci ci porta a creare un qualcosa di falso mentre l’umiltà è sempre una buona guida. Auguri grandi anche a te.

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    1. Io credo che siamo quel che siamo momento per momento. Il ragazzo di tanti anni fa non c’è piu, ma neanche il giovane del passato è l’uomo di ieri. L’importante è esser noi stessi nel momento che viviamo. Difficile che ci sia un io permanente. Quel che credo è che non dobbiamo interpretare parti che non fanno parte di quel che eravamo o siamo. Quel che saremo nessuno lo sa.

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  2. E’ un proposito non facile da realizzare ma veramente importante come il senso di responsabilita’ di cui ha parlato il Presidente Mattarella. Entrambi sono stati di esempio concreto dei rispettivi propositi.

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    1. I propositi e i progetti più ambiziosi son sempre i più stimolanti. Non è facile realizzarli ma bisogna sempre provarci. La rinuncia sarebbe una sconfitta già in partenza.

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  3. “Conosci te stesso” ci ammonisce Socrate. Ma tu sei sicuro di sapere da che parte ti saresti schierato in occasione della marcia su Roma dei fascisti in quel lontano 1922? Avresti imbracciato un fucile e saresti salito sui monti o avresti indossato la camicia nera?

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    1. Difficile dire ora come si sarebbe comportato un uomo non vissuto in quei tempi. Quali venti lo avrebbero spinto e quale forza avrebbe avuto di opporsi a certi altri venti. Quel che siamo lo conosciamo giorno per giorno e, a volte, col senno di poi.

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  4. Ciao, condivido il tuo pensiero.
    Io sono come sono con i miei pregi e i miei difetti , odio interpretare ruoli che non sono consoni al mio essere, al mio stile di vita e di pensiero, andrei contro natura
    Con la penna o con la voce amo dire quel che sento, non sopporto chi si atteggia a ruoli non propri.
    Buon 2020
    Rakel

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  5. Essere se stessi incominciando con lo scrivere è un ottimo modo di presentarsi a chi ci legge.
    Poi ci sono poesie, pensieri, frasi , che anche se prese in prestito dal web ma sempre scritto a chi appartengono , sembra coglierne tante sfaccettature e le facciamo nostre .

    Un saluto e buon Anno .

    Rosy

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