La Diffusione delle Mafie in Europa e l’Inadeguatezza delle Normative Europee

L’uccisione del giornalista slovacco Jan Kuciak e della sua compagna, avvenuta nel febbraio del 2018, ha evidenziato, agli occhi dell’opinione pubblica, il fenomeno dell’espansione delle mafie italiane all’interno della Comunità Europea. Per la verità, sarebbe stato importante parlarne di più e più diffusamente, ma ben sappiamo come certe notizie vengano messe spesso e volentieri sotto traccia, sempre fedeli all’antico principio mafioso secondo il quale “nessuno deve sapere.” In Slovacchia, infatti, la ndrangheta calabrese tende ad assumere il controllo dei fondi agricoli per lucrare sui contributi della comunità europea. Kuciak indagava proprio su questi affari e sulle possibili connivenze dei boss della ndrangheta col governo slovacco. Stava andando veramente a fondo, là dove manco la giustizia slovacca osava indagare. Perciò la delinquenza organizzata si è trovata in condizioni d’emergenza e ha dovuto abbandonare quel basso profilo che, da un po’, contraddistingue la sua azione e optare per l’assassinio del giornalista che stava diventando sempre più pericoloso.   Questa vicenda mostra chiaramente che le mafie italiane si stanno diffondendo in modo progressivo e capillare. Ci riferiamo in particolare a ndrangheta e camorra, che talvolta operano nelle stesse aree, ma con modalità diverse: la prima tende a colonizzare un territorio, la seconda si limita a creare dei punti di contatto per traffici e investimenti. Tutto ciò con una strategia consimile a quella che ha determinato l’espansione mafiosa nel Nord Italia.  Rispetto alle altre due organizzazioni, Cosa Nostra è invece meno presente in ambito UE. Ciò per il fatto che le organizzazioni mafiose non si muovono senza una strategia ma seguono linee guida specifiche, individuate in base alle concrete possibilità di traffici e guadagni. Le mafie, infatti, trovano terreno fertile per il traffico di droga soprattutto nell’area iberica mentre praticano lo smistamento delle sostanze stupefacenti e  il riciclaggio in Germania, Belgio e Paesi Bassi sfruttando, come basi d’appoggio, i porti di Rotterdam e Anversa. Qui infatti arriva una quantità notevole di container ogni giorno ed è assolutamente impossibile, in assenza di precise segnalazioni, individuare e bloccare i carichi di cocaina. Dai Paesi Bassi, poi, è possibile organizzare il traffico grazie non solo alla loro centralità geografica, ma anche grazie ad una rete autostradale gratuita e l’aeroporto di Schipol. In Spagna e Costa Azzurra si trovano poi molti latitanti che, in queste terre, operano con costanza nel settore degli investimenti immobiliari. Le mafie italiane si stanno gradatamente infiltrando anche nei Paesi dell’Est, dove operano sotto traccia ma, anche qui, come dimostra il caso Kuciak (al quale abbiamo accennato all’inizio di questo articolo) investono, brigano, trafficano e, col riciclaggio avvelenano l’economia legale. Proprio in questo settore della criminalità organizzata, si stanno specializzando molti soggetti che, un tempo trafficavano in droga e ora, operando quasi in sordina, provvedono alla ripulitura del denaro sporco attraverso la gestione di ristoranti o altre attività di copertura. Un profilo basso che, sicuramente, inganna chi crede che, anche ai nostri tempi, la presenza mafiosa sia segnalata solo da omicidi, atti di intimidazione e violenze in genere. A queste cose ormai le mafie ricorrono solo in condizioni di emergenza. Quando si tratta di affrontare avversari scomodi e determinati come Jan Kuciak e Daphne Caruana Galizia. Per il resto si opera sempre sottotraccia, tanto che un’inchiesta olandese sul mercato dei fiori ha coinvolto calabresi che operavano indisturbati da vent’anni,   senza che le autorità di polizia locale si accorgessero di tale presenza. L’immagine che si percepisce è di un Europa che appare impreparata e, troppo spesso, senza una cognizione esatta di quello che è il fenomeno mafioso. Un’Europa che sembra declassare il problema quasi ad un fatto folcloristico puramente italiano, mentre la realtà è che la delinquenza organizzata (e non solo quella italiana) si sta diffondendo a macchia d’olio all’interno della comunità. L’improvvido intervento della Corte di Giustizia Europea sull’ergastolo ostativo (di questo argomento abbiamo già parlato in un altro articolo) è la chiara dimostrazione di ciò. Il fatto ancor più grave è che nella legislazione europea non è prevista una norma (come l’art.416 bis del codice penale italiano) che prevede la fattispecie del reato di associazione mafiosa e, tantomeno, la possibilità di confiscare beni alla criminalità organizzata, anche in assenza di una condanna definitiva, quando gravi indizi di colpevolezza si accompagnano all’impossibilità da parte del condannato o dell’indagato, di dimostrare la provenienza lecita delle proprie ricchezze. Nonostante siano state espresse, da più parti, nei confronti della comunità e dei suoi paesi membri, raccomandazioni rivolte ad accogliere, nei rispettivi ordinamenti, norme idonee a combattere la criminalità mafiosa, non si riscontra nei fatti alcun adeguamento. Vien da chiedersi se in questo atteggiamento degli organi comunitari vi sia malafede, sottovalutazione del problema, ignoranza o inadeguatezza delle strutture o delle persone incaricate al loro funzionamento. Qualunque sia la risposta, è grave che, di fronte ad una così capillare diffusione delle mafie, non ci siano risposte adeguate da parte delle istituzioni comunitarie. Una situazione che va corretta al più presto, se davvero si vuol contrastare la criminalità organizzata. Senza continuare a destare il sospetto, o la brutta sensazione, di annose connivenze e commistioni tra malaffare e politica, anche ai più alti livelli.

Attribuzione foto utilizzata :Ing.Mgr.Jozef Kotulič [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D

20 commenti Aggiungi il tuo

  1. Roberto Melis ha detto:

    Hai toccato un altro punto nevralgico e quando su queste sporche connivenze hanno indagato Falcone,Borsellino,De Magistris ed attualmente Gratteri insorgono i soliti farisei,puristi del nulla,pronti ad infangare con frasi ambigue e diffamatorie chi con grave rischio personale cerca di opporsi a queste situazioni nella generale indifferenza .

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    1. Voltaire ha detto:

      Sono d’accordo. L’indifferenza delle persone è totale e direi pure vergognosa. L’indifferenza denota non solo pavidita ma anche scarso interesse a cambiare le cose. Io credo che indifferenza, pavidita, accettazione supina della delinquenza organizzata siano, piaccia o no, una forma di connivenza. Quando poi sono gli stati e le organizzazioni internazionali a non adeguare i loro ordinamenti e a non opporsi a questi fenomeni, lo sdegno è ancora maggiore.

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  2. L' Alligatore ha detto:

    Dove ci sono i soldi, gli interessi, ci sarà sempre mafia, che ora uccide meno, fa atti meno clamorosi, ma prospera nel nuovo capitalismo.

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    1. Voltaire ha detto:

      Il nuovo capitalismo è poi subdolamente mafioso. Generalmente non uccide ma usa il lavoro e la precarietà come arma di ricatto. Il nuovo capitalismo, quello che per intenderci, ha esternalizzato e trasformato, ponendola di fatto in crisi, l ‘economia industriale italiana in economia di servizi, ha prodotto disoccupazione e precarietà per molti e ricchezza per pochi. ” O te ne vai a lavorare all’ estero o qui non lavori più.” È stato il ricatto che molti hanno subito. Forse il capitalismo non uccide, ma ricatta, sfrutta i più deboli in nome del proprio profitto. Come poi investa le plusvalenze provenienti da evasione fiscale e sfruttamento della mano d’opera nessuno lo sa ma, anche, questo modo di fare, non deve passare inosservato agli stati e alle istituzioni internazionali.

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  3. Deucalione ha detto:

    L’opinione pubblica dovrebbe essere più consapevole di certi fenomeni. Documentarsi e far pressione. Ci vorrebbero più cittadini che mettano il dito sulla piaga. Purtroppo indifferenti e conniventi a vario titolo abbondano mentre chi denuncia e lotta contro queste porcate risulta essere sempre una mosca bianca.

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  4. Tomaso ha detto:

    Caro Voltaire, credo che questo male, cioè la mafia sia a questo punto, quasi incurabile!!!Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
     Tomaso

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    1. Voltaire ha detto:

      Sicuramente è ardua la lotta contro le mafie. Ma arrendersi non si può. Il fenomeno va combattuto perché, se tutti dicessimo “non c’è niente da fare” saremmo irrimediabilmente schiavi di questi delinquenti. Spero ci sia sempre una magistratura e corpi di polizia pronti a lottare e un’opinione pubblica pronta a sostenerli. Un caro saluto a te e grazie x la partecipazione

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  5. Zefiro ha detto:

    Caspita… ma la strage di Duisburg, originata da mano ndranghetista è avvenuta in Germania. Mi chiedo se gli stati d’Europa e la stessa comunità ci siano o ci facciano quando non adeguano la loro legislatura per combattere fenomeni che, ormai, li investono direttamente . Il prosciutto negli occhi non è accettabile a certi livelli.

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  6. Direi profonda sottovalutazione del problema ma non escluderei in alcuni casi anche malafede ed interessi poco leciti e puliti. Credo che sia una situazione che invece sia da monitorare ed affrontare con efficacia ed in fretta perché altrimenti questo cancro si espanderà prepotentemente a macchia d’olio.

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  7. Neda ha detto:

    Se poi ci aggiungi le mafie non italiane: già negli anni settanta, secondo alcuni giornali tedeschi che leggevo all’epoca, la criminalità organizzata russa dilagava in Germania oltre che nel proprio paese e che ne dici di quelle cinesi e giapponesi, di quelle del sud-America, trasbordate in Europa e del fatto che parecchi rappresentanti politici sono stati eletti dai voti interessati a salvaguardare interessi mafiosi ben precisi e non solo da ora, ma dall’inizio di ogni nascita di parlamenti europei e non europei.
    Basterebbe solo fare riferimento al gioco d’azzardo reso lecito e imperante, in ogni piccolo paesino italiano, da una legge dello stato (scritto volutamente minuscolo) con tasse fortemente agevolate e che nessun governo, nemmeno quello attuale, ha deciso di condannare, per capire che la criminalità organizzata ha i suoi rappresentanti nei luoghi del potere e che molte delle leggi europee, e mondiali, tendono a favorire non l’equità e la giustizia, ma la disonestà e il favoritismo per certe categorie.

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    1. Voltaire ha detto:

      Si, purtroppo ci sono mafie provenienti da ogni dove che hanno approfittato delle falle istituzionali. Là dove gli stati allentano o, peggio ancora, non praticano la vigilanza, la prevenzione e la repressione, le mafie si infilano, distruggono la società e inquinano l’economia col riciclaggio. Poi c’è la questione del gioco d’azzardo, inopinatamente legalizzato e scarsamente contrastato quando gestito da organizzazioni mafiose. È una piaga che sta distruggendo economicamente persone, famiglie e anche imprese (capita di trovare pagamenti a siti di scommesse anche in carte prepagate riferite ad imprese e non a persone fisiche). Trovo anch’io vergognoso che lo stato non intervenga. Il gioco d’azzardo crea la falsa convinzione che si possa cambiar la vita con un colpo di fortuna ma la realtà è che nel 99,9% dei casi vince il banco. Intanto la gente si rovina e, di fronte a questa vera e propria piaga (ci son pure pensionati che si giocano la pensione entro i primi del mese), lo stato fa orecchio da mercante.

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      1. Neda ha detto:

        Non è vergognoso il fatto che lo stato non intervenga sul gioco d’azzardo, è oltremodo vergognoso che sia stata una legge dello stato a permetterne la diffusione, che sia lo stato a proteggerlo con una tassazione pari a quella dei generi di prima necessità, che abbia ceduto le concessioni a gruppi che usano questo mezzo per riciclare il denaro sporco e che gli organi di sorveglianza chiudano gli occhi sui luoghi ove esso si impianta e che spesso non basti una denuncia dei cittadini per farli sloggiare, perché, se non è il gestore del locale che li butta fuori e, visto che i guadagni sono buoni, pochi lo fanno, questi restano e imperversano. Io non sono mai stata tentata perché so che cosa comporta il gioco d’azzardo e non credo che il “banco” possa perdere a favore di qualche povero citrullo, ma la vergogna è proprio questa: uno stato che lucra e sostiene i malavitosi sulla pelle dei disgraziati.

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  8. Voltaire ha detto:

    Una precisazione giusta e importante la tua. Tanti anni fa (ti parlo della seconda metà degli anni ’60 e io avevo più o meno 8 anni), guardavo con mio padre un film americano nel quale apparivano le slot machine. Fui incuriosito da quelle macchinette che sembravano buttar fuori monete a profusione e chiesi a mio padre come mai non ci fossero in Italia. La risposta fu che noi vivevamo in un paese in cui si riteneva che certe cose fossero dannose e pericolose per la gente è per questo mai e poi mai potevano essere ammesse dalla legge . La politica di adesso è su una linea vergognosamente opposta a questi principi e io credo che queste porcate (come la legalizzazione delle slot machine o il bombardamento di pubblicità sui siti di scommessa) possano dipendere solo da infiltrazioni della malavita organizzata nella politica. Da tutti quei deputati paraculo, per intenderci, che le mafie hanno fatto eleggere come deputati sicuramente con voti di scambio. Da parte mia auspico una seria indagine della magistratura che faccia finalmente venire i nodi al pettine perché, in questo modo, si stanno rovinando le persone per favorire le azioni di riciclaggio delle mafie.

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  9. Il Savonarola ha detto:

    Ci vorrebbero dei pool di magistrati che indaghino su queste cose. Controlli sui conti bancari mirati e disposti d’ufficio senza aspettare le segnalazioni delle banche (quando i cassieri segnalano troppo spesso le segnalazioni vengono stoppate dalle direzioni e dagli uffici antiriciclaggio delle banche probabilmente x non pestare i calli ai clienti).Sarebbero necessari poteri di controllo e coordinamento speciali a disposizione della magistratura. Spero che persone come Gratteri non vengano lasciate sole e che abbiano efficace collaborazione da parte di altrettanto validi colleghi e dalle forze dell’ordine. La politica corrotta e connivente con le mafie è il nemico da combattere.

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  10. Voltaire ha detto:

    È notizia di oggi che in Sicilia, nella zona dei Nebrodi, son stati effettuati 94 arresti di soggetti che, fra le altre attività di stampo mafioso, truffavano l’Agea (agenzia per le erogazioni in agricoltura) e dunque la Comunità Europea, probabilmente con modalità similari a quelle denunciate da Kuciak in Slovacchia. Credo che la comunità europea dovrebbe vigilare maggiormente prima di erogare fondi e che tutti i percettori di fondi Agea dovrebbero, a titolo precauzionale, esse sottoposti a più approfonditi controlli antiriciclaggio.

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  11. Mirtillo 14 ha detto:

    Queste organizzazini , secondo me, stann diventando ancora più pericolose perchè si stanno espandendo anche in Europa e non so se l’Europa è pronta ad affrontare questo problema. S

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    1. Voltaire ha detto:

      Di certo non lo è. Se poi l’Europa tarda ad adeguarsi o (peggio ancora) non vuole adeguarsi, visto che non si tratta di bambini ingenui ma di politici scafati ( e sempre pronti a dar bacchettate a destra e a manca), il sospetto sulla malafede diventa più che mai legittimo. Un caro saluto a te.

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  12. Purtroppo i tentacoli della mafia sono dappertutto, ma la cosa peggiore è la troppa indifferenza.

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    1. Voltaire ha detto:

      Concordo: c’è indifferenza istituzionale ma anche sociale. Si dovrebbe riprendere a considerare l’invito di Peppino Impastato quando ci diceva che la mafia può non esser una cosa tanto lontana ma anche allignare a “cento passi” da casa nostra.

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  13. Marcaval ha detto:

    La mafia prospera meglio nel silenzio e senza clamorosi atti di violenza. Ne è un esempio la mia Emilia che salvo picccole rese di conti, non è mai stata testimone di violenze ma ne è sicuramente ben intaccata nell’economia. A questo riguardo è interessante anche l’ultimo libro di Valerio Varesi che parla del Po.

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