La Sardegna chiede una Continuità Territoriale Efficiente e Reale.

“Caro Caronte, Caronte selvaggio, non fare lo stronzo e mettiti in viaggio.” Così cantava, molti anni fa, il cantautore Piero Marras, in occasione di reiterati scioperi dei traghetti che bloccarono per giorni e giorni i collegamenti tra Sardegna e continente. Sono convinto che questa canzone (che vi propongo al termine del post) sia ancora attuale, vista la grave situazione in cui versano i trasporti da e per l’isola dei Quattro Mori. I collegamenti marittimi son costosi, carenti e, sicuramente, anche peggiori rispetto al passato.  Sul piano dei trasporti aerei, la crisi di Alitalia è una situazione che si trascina stancamente e, incide in modo negativo anche sui collegamenti verso la Sardegna. Ora si aggiunge la messa in liquidazione di Air Italy che getta, ancor più di prima, i viaggiatori nelle mani dei ben noti vettori irlandesi e inglesi, di certo più attenti al loro profitto che agli interessi dei Sardi . In barba a tutte quelle persone che, per forza di cose, devono superare il mare per raggiungere la terra ferma. La continuità territoriale, aerea e marittima, che dovrebbe andare incontro alle esigenze di un popolo da sempre condannato a pagar le spese dell’isolamento, resta un sogno perché la politica si muove sempre con troppa lentezza quando ci sono interessi reali da tutelare e molto rapidamente quando si tratta di salvar poltrone e privilegi. Così, i collegamenti fra la Sardegna e la madre-patria (meglio sarebbe dire matrigna), son sempre carenti perché tra il dire e il fare (così come fra la mia terra e il continente) c’è sempre di mezzo il mare. Occorre una soluzione rapida, oltre che razionale, efficiente e rispettosa delle possibilità economiche degli utenti. Per non continuare, come diceva Piero Marras, ad “esser soli e disperati nel blu.”

13 risposte a "La Sardegna chiede una Continuità Territoriale Efficiente e Reale."

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    1. Per noi è un grave problema. Caricare un’auto in nave, generalmente, costa parecchio. Se si viaggia in aereo, si deve spesso aggiungere il costo del noleggio. Gli orari di volo e le rotte non sono adeguate e le trattative per la continuità territoriale son lunghe e farraginose. La Sardegna è bella ma, per chi ci vive, andare e tornare non è mai facile.

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  1. Caro Voltaire, le cose si mettono di male in peggio!!!
    Speriamo che avvenga un miracolo, ma credo che anche li non ci siano più.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. In questi giorni se ne parla molto e, proprio perché nessuno si aspetta miracoli, è bene spingere icon tutti i mezzi e più che si può. Nel mio piccolo cerco di dare un contributo per segnalare il perenne disagio dei Sardi e la necessità di soluzioni urgenti. Un abbraccio grande a te carissimo Tomaso.

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  2. Capisco i disagi, tuoi e di tutti i sardi.e mi dispiace, ci fosse in Italia qualcosa che non fa schifo!
    Chiude anche la la compagnia aerea d dell’ l’Aga Khan, l’AirItaly : non lo mettono più sulla bilancia per il peso in oro?
    Cri

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    1. L”Aga Khan, fondatore della Alisarda, compagnia originaria, aveva mollato da tempo. Air Italy sembra aver bruciato, in breve tempo, il 70%del su fatturato. Ci vorrebbe una continuità sul modello di quella Franco-Corsa che ha addirittura messo in campo l’ Air Corsica. Ma li stiamo parlando dei Corsi, vale a dire di gente che quando protesta lo fa sul serio e ottiene gran parte di quel che rivendica. Noi Sardi dovremmo prendere esempio e , magari, incrementare la collaborazione coi nostri più agguerriti vicini.

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    1. È vero. Anche perché non s i è mai stati abbastanza battaglieri e si è sempre accettato supinamente quel che il convento passava. Chiaro che in queste condizioni i politici se ne fottono alla grande. Circa un anno fa (o poco più) il volo Lamezia Terme – Torino (non in continuità territoriale) costava meno del Cagliari – Torino (in continuità territoriale). Potenza della Calabria o eccessiva remissivita’ dei Sardi?

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  3. Tu ne parli e, come dici, “nel tuo piccolo “, esprimi un malessere che dovrebbe essere comune e chiedi che ci si muova Ma i Sardi dove sono? Senza vibrate proteste difficile ottenere qualcosa.

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    1. È quello che dico sempre. Siamo troppo blandi sia come rappresentanza politica che come opinione pubblica e, alla fine, si rischia d’esser poco considerati.

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  4. Proprio vero. Si son svuotate le piazze e i tempi son duri perché la gente non è più in grado di indignarsi e protestare. Non che questo post da solo possa cambiar le cose, ma è sintomatica di quel che diciamo, l’assenza (fino ad ora almeno) di commenti su questo argomento provenienti dalla Sardegna.

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