“… E penso a Te”

“Io lavoro e penso a penso a te

  Torno a casa e penso a te

  Le telefono e intanto penso a te…”

Credo che ormai sia proprio così. Che questo stramaledetto virus abbia monopolizzato i nostri pensieri. Con la paura del contagio, la restrizione, peraltro necessaria, della libertà di movimento. Il pensiero per chi lotta in prima linea. Per chi soffre e chi muore. La nostalgia per i parenti e gli amici che, a volte, son lontani, altre, solo dispersi in un bicchier d’acqua. Proprio non mi aspettavo, sette mesi fa, quando decisi di metter mano a questo blog, che mi sarei trovato a raccontar, dal canto mio, questa situazione. Anche se il senso della caducità della vita alligna dentro di me e, tante volte, nel bel mezzo di una festa, sento l’impulso di assaporare quei momenti sino in fondo. Assalito dall’idea che per me potrebbe esser sempre l’ultima occasione. L’emergenza che stiamo vivendo porta inevitabilmente a riflettere. Il virus si presenta come un pensiero totalizzante.  Aspettiamo quei dati di fine giornata nella speranza di tirar un sospiro di sollievo. Ma quasi sempre è la delusione a coglierci. Perché spesso quel che sembra migliorare da una parte, peggiora dall’altra e la coperta sembra sempre troppo corta. Ci chiediamo cosa succede nel silenzio che ci avvolge. Aldilà del coronavirus. Quanto resta ancora del cammino? Come finirà… e quale sarà la sorte della civiltà al termine di questa esperienza? In tanto è ormai sera:

“… Sono al buio e penso a te

Chiudo gli occhi e penso a te

Io non dormo e penso a te.”

Nella foto introduttiva: Lucio Battisti. Attr. immagine :Rai/Pubblic Domain

20 risposte a "“… E penso a Te”"

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  1. Caro Voltaire, apprezzo molto la tua sensibilità ! Hai ragione in ciò che dici. E’ quello che proviamo tutti ma tu sai trovare le parole giuste per parlarne. Nessuno, fino a poco più di un mese fa, si aspettava di vivere una situazione del genere, fra preoccupazione per le persone lontane, per chi è in prima linea e la paura di contrarre il virus !! Chissà come andrà, alla fine ? Ma la fine è ancora lontana ! Saluti cari

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    1. Speriamo di uscirne bene e che il cammino possa esser più breve di quanto previsto. Personalmente ho messo progetti e sogni nel cassetto. Spero di poterli tirar fuori di nuovo un giorno. Un caro saluto a te e a presto.

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  2. Dici bene.
    E ‘ un pensiero totalizzante, ormai. Inevitabilmente totalizzante.
    Io i dati della sera non li leggo mai, ma continuano a scorrermi davanti sui social, in tv.
    Non sono ancora entrata nella psicosi da virus, però. Forse perché dalle mie parti i contagiati sono ancora fortunatamente pochissimi.

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    1. La psicosi no. Non bisogna cascarci. Anche se tutti siamo coinvolti e speriamo di uscirne al più presto e con meno danni possibile. Sarà duro anche il post-emergenza. Abbiamo davanti un cammino difficile. Non ci resta che confidare nei corsi e ricorsi della storia e sperare che, come accadde dopo il medioevo, ci sia un Rinascimento. Un caro saluto a te.

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  3. È davvero una bella canzone. Interpretata da molti: Mina, Lauzi, Dorelli etc. etc. Ma Lucio è quello che forse ci ha messo più cuore. Un affettuoso saluto a te caro Tomaso.

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  4. Caro Voltaire anche questa volta cogli nel segno e interpreti egregiamente il turbinio di sentimenti che ci travolge . Noi siamo grandicelli e le preoccupazioni ci fanno più male . Auguriamoci che vada tutto bene e speriamo di uscirne ad Aprile, io voglio andare al mare . Un saluto caro in attesa di un abbraccio vero.

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  5. Hai scelto bene, Battisti , per rappresentare questo triste momento.
    Sono un incorregibile fatalista ottimista convinto che finirà presto, e che la vera tragedia sarà il virus economico che invece durerà molti anni.
    Ciao fulvio

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  6. Ho paura che tu abbia ragione. Saranno dolori, ma speriamo di avere grinta e forza per superare anche quelli. Un salutone a te e alla tua Trieste che non son riuscito a vedere manco stavolta.

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    1. Limitazioni della libertà oltre l’emergenza sarebbero oltre che ingiustificabili pure intollerabili. Pare che in certi paesi dell’Est l’emergenza stia coincidendo con vere e proprie prove di autoritarismo. Il bello è che dopo essersi lamentati per anni degli orrori del comunismo sembrano ora cadere nell’eccesso opposto. Le sterzate autoritarie richiedono un’opinione pubblica preparata e pronta a trasformarsi in opposizione e resistenza. Non credo si verifichino certi scenari da noi anche se vanno tenuti d’occhio gli sviluppi di una ineluttabile crisi economica. Il ritorno alla normalità dovrà essere accolto con gioia ma, vista la crisi dalla quale dovremo uscire, con sobrietà e determinazione. Una eventuale deriva autoritaria sarebbe solo da combattere. Speriamo di non doverci trovare in questa condizione. Un abbraccio a te caro Daniele.

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