Alle Radici del Pensiero Gramsciano: Il Contributo di Giuseppe Fiori.

Sono molti gli autori che hanno contribuito alla diffusione del pensiero e delle opere di Antonio Gramsci. Fra questi si distingue, per originalità, approfondimento e sensibilità, il sardo Giuseppe Fiori. Nato a Silanus nel 1923 e deceduto a Roma nel 2003, Fiori intraprese la carriera giornalistica lavorando, dapprima, presso il quotidiano cagliaritano “L’Unione Sarda” e poi presso la Rai. Divenne, in seguito, direttore del quotidiano “Paese Sera” e, negli anni successivi, fu senatore della Sinistra Indipendente per tre legislature. Autore di opere di fondamentale importanza come “Baroni in Laguna”(1961), un libro inchiesta sul mondo dei pescatori di Cabras e “La Società del Malessere”(1968) che ispirò il film “Barbagia” di Carlo Lizzani, realizzò anche importanti studi sulla vita dell’anarchico Michele Schirru (1983), su Emilio Lussu (1987) ed Enrico Berlinguer (1989). Ma il suo capolavoro, l’opera che gli diede fama mondiale è certamente “Vita di Antonio Gramsci”. Un ritratto “a figura intera coi tuffi del sangue e della carne”, per dirla con le parole dello stesso Fiori, che si era proposto di descrivere, in modo pieno e completo, il percorso umano, culturale e politico di Antonio Gramsci. Perché di Gramsci, fino al 1966, quando uscì questo libro conoscevamo solo “la testa”: “lo storico degli intellettuali, l’analista delle tre “quistioni” del Mezzogiorno d’Italia (il napoletano, la “quistione siciliana”, la “quistione sarda”), lo studioso originale del capitalismo americano, il teorico dell’”egemonia”, cioè del socialismo innervato dal consenso.” Non conoscevamo invece il corpo, le fondamenta. L’apparato portante del percorso politico e culturale gramsciano. Mancava l’uomo. Perché ben poco sapevamo della sua vita, della famiglia, della sua infanzia in Sardegna, i primi studi, il breve processo di formazione, e poi, l’integrazione a Torino, il ruolo effettivo nel Congresso di Livorno (1921), i veridici rapporti (dopo l’arresto) con Togliatti, la rottura con i comunisti incarcerati a Turi, l’eterodossia rispetto a Stalin. Il merito storico di Giuseppe Fiori sta, appunto, nell’aver realizzato un’opera con gambe e testa, proprio come avrebbe desiderato Antonio Gramsci, che così scriveva in una lettera a Tatiana:

“Ho ricevuto le fotografie dei bambini e sono stato molto contento, come puoi immaginare. Sono stato anche molto soddisfatto perché mi son persuaso coi miei occhi che essi hanno un corpo e delle gambe; da tre anni non vedevo che solo teste e mi era cominciato a nascere il dubbio che essi fossero diventati dei cherubini senza le alette agli orecchi.”

Grazie a Giuseppe Fiori è possibile, oggi, avere un ritratto completo del grande pensatore di Ales, conoscere la sua vita e la sua formazione, dall’infanzia alla maturità, “nei giorni della fame, dell’amore e del lento morirsene”. Andare, veramente, alle radici del pensiero gramsciano.

11 pensieri riguardo “Alle Radici del Pensiero Gramsciano: Il Contributo di Giuseppe Fiori.

  1. La storia della vita di Antonio Gramsci,dei fratelli Rosselli,di Giacomo Matteotti,di Piero Gobetti e di quant’altri ebbero il coraggio di opporsi all’autoritarismo di un’epoca passata ma segnata da meccanismi di manipolazione sociale simili a quelli attuali,dovrebbe essere studiata nelle scuole allo stesso modo di altre importanti fasi storiche del nostro paese. Anzi ormai bisognerebbe andare anche oltre cercando di esaminare anche a scuola alcuni importanti fatti del dopoguerra.

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    1. Sono d’accordo. Recuperare la memoria del XX secolo (a volte inopinatamente cancellata) e del pensiero dei suoi migliori esponenti è fondamentale per accogliere la lezione della storia e non ricadere nelle trappole del passato.

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  2. Di Fiori ho letto la bella biografia di Enrico Berlinguer, mi segno anche questa, perché sono intimamente convinto che Gramsci ci serva, sia indispensabile per capire l’esistente, prima, durante e dopo questo maledetto coronaviurs.

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    1. Mentre rielaboravo questo articolo che pubblicai per la prima volta il 25 aprile del 2007 sul mio allora blog Metamorphosis, con base gestita dal quotidiano “La Stampa” di Torino, ho provato il desiderio di rileggere anch’io qualche altro libro di Peppino Fiori. Pensavo soprattutto a “Baroni in Laguna.” Son d’accordo con te: il rigore e la morale gramsciana, anche perché Gramsci non trasformò l’ideologia in una sorta di paraocchi, saranno utili per affrontare la crisi che già avvolge un mondo affossato dall ‘epidemia oltre che da una crisi di valori ormai pluridecennale. Un caro saluto a te caro Alli.

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    1. La lettura diretta di un autore è la cosa migliore, specie quando si tratta di pensiero filosofico e politico. Ci sono però uomini di cultura che si sono dedicati allo studio dei grandi pensatori e hanno contribuito a divulgarne il pensiero e l’opera. Giuseppe Fiori è stato un esempio in ambito italiano. In campo internazionale e, più specificamente filosofico, ricorderei Bertrand Russell. Non è lo stesso che leggere i testi originali ma, questi autori aiutano e stimolano alla conoscenza un pubblico più vasto. Lo fanno in modo non banale e scientificamente valido. Un saluto a te e a presto.

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    1. L’opera di Gramsci è un universo che merita di essere esplorato sino in fondo. Ricordo con piacere che, circa dieci anni fa, la maestra di mia figlia fece lavorare i bambini su favole scritte da Gramsci. Per me fu una scoperta. Un’altro aspetto di in autore che ero abituato a considerare per altri versi e che ci ha regalato saggezza anche attraverso lo strumento della favola. Ciao Fulvio, sempre un piacere trovarti.

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  3. Considero Giuseppe Fiori uno dei migliori giornalisti e scrittori che la Sardegna ha dato alla cultura nazionale. La sua opera letteraria e giornalistica costituisce una pietra miliare. Un esempio di onestà e maestria professionale da ricordare e leggere con attenzione.

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    1. Condivido pienamente. Si tratta di una delle menti che ha contribuito a costruire la parte migliore del giornalismo italiano e che, ora, ci troviamo a rimpiangere. Ha lasciato, comunque, un patrimonio che è sempre piacevole leggere o scoprire.

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