La Riscoperta della Pace e del Silenzio

Ne abbiamo passate di tutti i colori con questa pandemia e, probabilmente, sinché non si troverà un vaccino, avremo ancora parecchi problemi. Tutto si è fermato qualche mese fa. Ma son d’accordo con lo scrittore Mauro Corona, quando dice che, nel corso del “lock down”, fermo restando il dolore per le vittime, abbiamo provato un inusitato senso di pace e silenzio. Racconta Corona che, dalla finestra della sua casa in montagna, non sentiva più i motori delle auto, ma “il canto dell’usignolo, del ciuffolotto e il bramito del cervo.” Così anch’io, dalla mia dimora cittadina, non percepivo più i fastidiosi rumori del traffico ma solo il canto degli uccelli che ha accompagnato il corso di giornate dal clima tutto sommato assai mite. In lontananza vedevo il mare e le prime montagne al limite dell’area metropolitana. Non c’era più quella città che, sin dal mattino, iniziava “a correre e ad urlare”, ma tutto era avvolto in un’atmosfera incantata, quasi irreale che stimolava riflessioni e memorie. Una situazione in cui anche tanti animali si riprendevano i loro spazi. Dai piccoli passeri ai fenicotteri che son giunti ad atterrare persino nelle vie più centrali della città. Mi è capitato anche di prestare soccorso ad una rondine che, incautamente, si era appoggiata sul pavimento del mio balcone. La sentivo tremare fra le mie mani, ma, rimessa in condizioni di riprendere il volo, si è allontanata con leggerezza e un evidente senso di liberazione. Forse vorrei l’uovo e pure la gallina o, come si suol dire, la botte piena e la moglie ubriaca. Ma sarei felice che non ci fosse più la pandemia e che, nel contempo, ritornasse la quiete di quei giorni. La mia città, nuovamente soffocata dal traffico e frastornata dai clacson e dalle sirene, non lascia quasi più spazio al canto degli uccelli e alle voci del mare e della natura. Allora vorrei trasferirmi in un borgo silente. Non importa se nei pressi del mare o in montagna. Vorrei trovare un posto in cui riflettere sulla vita. Scrivere, disegnare e dipingere in santa pace. Come diceva Tibullo: “Contentus vivere parvo”.

Altri accumuli per sé ricchezze di oro fulvo e

possieda molti iugeri di terreno coltivato…

…Possa io finalmente vivere soddisfatto di poco

e non esser sempre soggetto a lunghi viaggi,

ma evitare la canicola all’ombra di un albero

vicino a un ruscello di acqua che scorre…”

Albio Tibullo – Elegie 1.1.

Nell’immagine introduttiva: panorama dei quartieri di Marina e Castello visti dal porto della città di Cagliari. Acquarello dell’autore del blog.

14 pensieri riguardo “La Riscoperta della Pace e del Silenzio

    1. Pensi soprattutto ad un’esistenza a misura d’uomo. Meno frastuono, più natura, maggior tutela dell’ambiente. Salute e sicurezza per tutti. Tante vite son state prese e , anche in omaggio a loro, abbiamo il dovere di costruire un modo di essere più sano. Un caro saluto a te.

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  1. Bel disegno e ottime riflessioni. Anche qui, il silenzio, la pace, turbata solo dal suono di qualche autoambulanza. Abbiamo sentito e visto anche un fagiano. Un fagiano che si aggirava sulla collina dietro casa e lo si sentiva gracchiare, direi, fino a qualche giorno fa. La normalità, purtroppo è tornata, e lui non lo sentiamo più (il vaccino non l’hanno trovato però, e il rischio c’è ancora, anche se facciamo finta di no). Abbiamo bisogno di una fottuta pandemia, per capire che la società così come è non va bene?

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    1. Siamo a rischio anche perché non sempre vengono rispettate le regole poste al fine di tutelare la salute comune. Purtroppo in molti continuano a credersi invulnerabili. Speriamo che non si cada in un nuovo blocco che avrebbe conseguenze disastrose e che si capisca che quel modo di vivere che , nonostante tutto, si continua a praticare richiede comunque una revisione.

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  2. Anch’io ho provato un senso di pace, ero nel mio giardino, con tanti fiori da curare, si sentivano un’infinità di uccellini, si sentivano solo loro, i rumori delle auto non c’erano più. Nonostante tutto, sono state belle sensazioni, anche se mi mancava la libertà. Io abito in un paese di campagna, vicino a Milano, la mia è già solitamente una zona abbastanza tranquilla, non c’è niente di bello ma non si vive male. Bello il tuo dipinto ,mi pare di averlo già visto nell’altro blog . SAluti cari, goditi il mare. Ciao

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  3. Quest’anno sarà mare. Dovevamo andare ad agosto a Gressoney Saint Jean ma, per forza di cose, è tutto saltato. La montagna per me e mia moglie è rimandata di un anno. Grazie per la visita e saluti cari a te.

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  4. Dietro il desiderio di pace, di un rapporto armonico con la natura, la stessa libertà senza i vincoli del dover essere, si trova l’uomo. Quello cge è fragile ma al tempo stesso forte, che controlla il tempo e bon ne è controllato. È in quel flusso cge scorre e che permette piaceri inusitati e negletti.

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    1. In quei giorni si è manifestato il desiderio di una vita più calma e serena. Più rispettosa della natura e del nostro stesso essere. Qualcosa che forse si era sempre desiderato e non si è mai osato abbastanza chiedere.

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  5. Ciao,la pace il silenzio,le strade vuote e la clausura obbligata le ho accettate francescanamente perche non mi danneggiavano,anzi e stato un modo per amare la vita in casa.gli esercizi ginnici,la cura delle mie piante sul terrazzo,la musica e la lettura mi hanno fatto compagnia.Molti ,pero^non hanno potuto godere di questa vacanza imposta.Le attività commerciali e industriali chiuse per pandemia hanno portato grossi problemi finanziari,che spero il nostro Governo con l’aiuto dell’Europa possa in qualche maniera risolvere ma molto dipenderà da noi e dai nostri comportamenti.
    Complimenti per il tuo acquerello una difficile tecnica pittorica e per la città di Cagliari che conosco bene.Per molti anni ho passato le mie vacanze a Carloforte,isola di San Pietro e sulla via del ritorno mi fermavo sempre a Cagliari,dove ho anche, trascorso, diversi mesi del mio servizio militare.
    Un caro saluto,fulvio

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  6. Per chi doveva lavorare e non lo ha potuto fare è stata dura. Speriamo in bene per il futuro, ma ci sarà ancora da stringere i denti. Non sarà facile. Un abbraccio a te caro Fulvio.

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