Il Referendum per la Riduzione del Numero dei Parlamentari.

Son convinto che si tratti di un passaggio fondamentale per la nostra democrazia e credo che, comunque la pensiamo, sia importante per tutti partecipare al voto. Per quel che mi concerne voterò SI perché non è detto che una pletora di parlamentari garantisca una maggiore rappresentanza. Se così fosse dovremmo ammettere che la Cina, coi suoi tremila parlamentari, sia la più grande democrazia del mondo mentre tutti ben sappiamo che non è così. Voterò SI perché, anche a seguito della riduzione dei parlamentari, il nostro paese continuerà ad avere uno dei parlamenti più rappresentativi d’Europa e non credo che l’esito del referendum possa condizionare il risultato di future elezioni. Voterò SI perché quella folla di nominati dalle segreterie di partito che, sino ad ora ha occupato gli scranni di Camera e Senato, ha fatto tutt’altro che tutelare gli interessi dei cittadini. Perché non è affatto vero che l’attuale numero dei parlamentari fu voluto dai padri costituenti bensì, nei primi anni ’60, dai governi a guida democristiana per rafforzare il loro sistema di potere. Voterò si perché son convinto che una struttura parlamentare meno numerosa risulti più agile e meglio assolva la sua funzione legislativa e di rappresentanza popolare. Perché son stufo dell’assenteismo di tanti politicanti strapagati e voltagabbana che dopo aver votato svariate volte in favore della riforma ora dicono NO senza fornir ragioni di questo cambiamento, ma solo per evidenti manovre di palazzo e per mero opportunismo politico. Voterò SI perché la difesa della Costituzione non è un fatto di numeri o quantità ma si fonda sul rispetto sostanziale (e non meramente formale) dei suoi principi fondamentali.

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. libertog ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con te

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  2. Gus ha detto:

    L’importante è una buona legge elettorale che dica chiaramente chi ha vinto le elezioni politiche e quindi governare per l’intera legislature.
    Il Parlamento è pletorico e la riforma deve assicurare la presenza dei rappresentanti di tutte le regioni.
    Ciao amico.

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  3. Io voterò NO perché senza altre riforme si rischia in primis di snaturare la Costituzione e rendere più facile al Parlamento di andare ancora in futuro, a toccare la stessa riuscendo a farlo senza più passare dal possibile nostro consenso. Come credo saprai, per approvare una legge costituzionale o una modifica alla Costituzione medesima, perché questa passi è necessaria una maggioranza qualificata e piuttosto ampia sancita dalla Costituzione stessa. SL’art 138 Cost prevede che passi se approvata a maggioranza assoluta delle due Camere ma in questo caso “Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

    ATTENZIONE ALL’ULTIMO COMMA (NDR)

    Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”

    Ecco tieni bene a mente questa frazione. e poi fai un calcolo fai i due terzi degli attuali parlamentari di ciascun ramo delle camere e poi fai lo stesso con iil inumerò ridotto che ne uscirebbe. Attualmente perché si verifichi l’ipotesi dell’ultimo comma dell’articolo che ti ho riportato ci vogliono 420 deputati e 210 senatori. Riducendo i parlamentari a 400 deputati e 200 senatori per approvare una legge di tale spessore senza la possibilità di poter esprimere un nostro parere sarebbero: 255,666 diciamo 267 deputati e 133,333 diciamo 134 senatori. Un numero risibile numero che, per esempi. al senato devi addirittura superare per riuscire a far passare una legge ordinaria altrimenti vai sotto numericamente e non si approva nulla. Inoltre già adesso mettono tanti loro lacchè, tu pensi che questa cosa non si accentuerebbe con la riduzione di parlamentari? E poi sempre di più patititi maggiori troverebbero modo di sovrastare il parlamento e comandarlo

    Questione spese: ho letto da qualche parte che sono già pronto concorsi per assistenti ai parlamentari rimasti e poi cmq per ridurre i costi lasci il numero dei parlamentari identico ed abbassi loro del 70% le loro prebende.

    Ancora più assurda l’idea che con meno parlamentari il governo metterebbe meno la fiducia: sciocchezze, i l’esecutivo nuve volte su dieci quando ricorre alla fiducia è perché teme qualche serpe in seno alla sua maggioranza e non centra nulla tutto questo col numero più o meno ridotto dei parlamentari.

    Ecco, queste sono alcune delle mie regioni per cui voterò NO

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  4. 266,666 ossia 267 errata corrite

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  5. Voltaire ha detto:

    Grazie a Daniele che ,esponendo le ragioni del no, da una grande mano per approfondire questo difficile argomento. Dal canto mio auspico che una eventuale vittoria del si apra le porte a tante riforme che potrebbero altrimenti restar chiuse nel cassetto.

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  6. Voltaire ha detto:

    Comunque sia lascia basiti,in questa vicenda , l’atteggiamento di FI e Lega che, dopo aver votato favorevolmente alla riforma per ben quattro volte , hanno promosso il referendum e ora sostengono il no alla pari di esponenti della sinistra che, precedentemente, avevano sostenuto la riduzione dei parlamentari. Crisi di coscienza seguita a studi e tribolazioni o… voglia matta di fare lo sgambetto ai 5 stelle e, magari , anche al Governo Conte?

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  7. Zefiro ha detto:

    Speriamo che questo referendum faccia tornare alla mente delle persone i tempi in cui eravamo un po’ tutti indignati per “la casta” e per gli sprechi e le spese folli che comportava e che ancora potrebbe comportare. Fanno sempre impressione le aule parlamenrtari semivuote a causa dell’assenteismo. Personalmente sono per il si , con la speranza di ridurre il numero dei parassiti della società che scaldano gli scranni parlamentari (le rare volte che son presenti) e aprire la via ad una serie di riforme (legge elettorale, ripristino delle preferenze ad es. ) che sarebbero naturale conseguenza della scelta per il si.

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  8. Voterò No, per tanti motivi, alcuni simili a Daniele. I tagli si possono fare sugli stipendi e le agevolazioni che hanno tanti parlamentari.
    Sereno giorno.

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  9. Voltaire ha detto:

    Mi aspetto un voto trasversale all’interno di quasi tutti gli schieramenti. Forse solo gli elettori del movimento 5 stelle voteranno compatti x il si. Credo che l”esito non sia affatto scontato in un senso o nell’altro.

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  10. Fulvio ha detto:

    Da sempre credo che non abbiamo bisogno di un numero maggiore o minore di parlamentari, ma di parlamentari migliori.
    Fintanto che i parlamentari saranno nominati dalle segreterie dei partiti e non votati con le preferenze avremo, come oggi, un Parlamento di cialtroni ubbidienti interessati solamente al prossimo mandato.
    Comunque voterò si, non perché sia più utile o neccessario ma solo perché così il numero dei cialtroni sarà minore.
    Una magra consolazione.
    Un caro saluto, fulvio

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    1. Voltaire ha detto:

      Pienamente d’accordo. Abbiamo bisogno di rappresentanti di qualità e non di una gran quantità di scaldascranni e servi delle segreterie. Chiaramente, ridotti i parlamentari, rivista la legge elettorale ed eliminate le nomine dei candidati da parte dei partiti, la palla tornerà nelle mani degli elettori che dovranno scegliere in base alle capacità e alle idealità dei candidati e non in base ai possibili benefici che potrebbero ottenere personalmente da questi. Qualsiasi sia il sistema scelto ogni elettore dovra scegliere con senso di responsabilità e… anche questo è un bel punto interrogativo.

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  11. Marcaval ha detto:

    Sono sinceramente molto dubbioso. Sarei stato per il “si” se accompagnata da una riforma elettorale sensata. Adesso sinceramente sono indeciso tra il “no” e l’astensione. Deciderò domenica pur avendo letto parecchie cose in merito.

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    1. Voltaire ha detto:

      Penso che la vittoria del si , inevitabilmente, indurrà la necessità di una legge elettorale adeguata. Il no, con tutta probabilità, non indurrà cambiamenti di sorta e tutto resterà come prima, compresi i privilegi della casta. Spero perciò che questo referendum faccia da apripista per una democrazia più agile e soprattutto più attiva e vicina alle esigenze dei cittadini. E’ cosa nota che, col sistema attuale, una larga parte dei deputati non partecipa neanche ai lavori delle commissioni e lavora solo nell’interesse della segreteria del partito che li ha portati, come in un carrozzone, in Parlamento.

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  12. Capisco le tue ragioni Voltaire ma il tuo pensiero come quello di molti mi sembra quasi un ossimoro: volete ridurre i parlamentari sopratutto perché il numero è eccessivo e si danno troppi soldi ed anche perché sono una casta, una casta di cui non ci si deve fidare: si fanno le leggi per aumentarsi lo stipendio ecc… però al tempo stesso siete convinti che con la vittoria del Sì gli stessi che detestate e di cui , giustamente peraltro, non vi fidate (perché attenzione, ne avete ridotto il numero ma non cambiato la testa di quelli che restano) pensino a tutelare i nostri diritti e non a rafforzare i loro interessi. E se per esempio una volta ridotto il numero i soldi cha andavano a quegli esuberi se li intascassero loro per aumentarsi stipendio e rimborsi, a questo ci avete pensato? Con questo referendum in sostanza si riducono solo i parlamentari ma non si obbliga a mantenere le spese sul livello cos’ raggiunto. Quindi un domani, i parlamentari saranno di meno, saremo meno rappresentati, quei parlamentari rimasti saranno sempre più scelti dalle segreterie di partito ed in più potrebbero esserci per noi gli stessi costi solo concentrati su meno persone, ossia meno parlamentari che come dicevo prima i intascano più soldi, essendosi presi anche quelli dei loro colleghi uscenti.

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    1. Voltaire ha detto:

      Quel che sarà dopo non lo sappiamo. Non sappiamo neanche se vincerà il si o il no. Naturalmente le scelte che ognuno di noi fa sono nella convinzione che possano portare dei miglioramenti. Personalmente non detesto nessuno , l’odio politico è lontano da me e non ho nessun potere di cambiar la testa a politici che continuano a fare quel che gli pare in barba ai reali problemi della gente. Per questo esprimo la mia critica nei confronti di un Parlamento che, pur numeroso, è di fatto poco rappresentativo delle esigenze reali del paese. Auspico maggior accortezza da parte degli elettori nella scelta dei parlamentari e che nel votare pensino al bene del paese e non ai favori che possono ricevere dal politico di turno . Non è il numero dei parlamentari ma la capacità e l’onestà di ciascuno di essi a garantire una vera rappresentanza.
      La questione è complessa e solo la storia dirà chi ha scelto bene e chi no.

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  13. Voltaire ha detto:

    Consiglio a chi passa di qui la lettura dell’intervista al costituzionalista Gustavo Zagrebelsky intitolata “Le Ragioni del No non stanno in Piedi” , realizzata da Silvia Truzzi sul numero di oggi (19/9) del Fatto Quotidiano.

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