Migliori de che?

Ormai non se ne parla più. Ma, quando scoppiò la pandemia e, a causa di essa, fu deciso il lockdown, con tutte le regole e le privazioni che comportò, si parlò degli Italiani come di un popolo diligente e rispettoso delle prescrizioni. Si disse persino che questa condizione ci avrebbe reso migliori, anche se, già in quei tempi, qualcuno metteva in guardia dall’ eccessivo ottimismo, specie osservando il malumore e l’insofferenza di tanti nell’ adattarsi alle regole. Giunti alla fine della primavera, i contagi calarono, terminò il lockdown e incominciò la pazza estate. Tutti accalcati sulle spiagge e nei locali. Con le mascherine leggermente calate sotto il mento, legate al braccio, appese al retrovisore dell’automobile. Dimenticate a casa o gettate per strada. Lo sguardo sempre sprezzante verso chi, in pubblico e in privato, richiamava al rispetto delle precauzioni. Terminata la bella stagione, son riprese le scuole e le città son ritornate ai loro ritmi frenetici di lavoro e strade e piazze, al fine settimana, si son nuovamente affollate per la celebrazione del rito della “movida”. Così come d’estate, anche in autunno, ogni regola di prudenza è passata in cavalleria. Si è rimessa in moto l’economia e, con essa, anche il virus. Ogni sacrificio sembra essere andato in fumo e, nella giornata di oggi, contiamo già più di diecimila contagi, con un incremento di decessi, ricoveri e terapie intensive che devono far riflettere un po’ tutti. Di certo son stati commessi anche errori da parte del potere politico. Molte norme non sempre son chiare, altre volte appaiono ambigue. Altre ancora espresse in forma involuta e scorretta. Spesso non si capisce quali siano le misure di controllo verso le infrazioni. Tuttavia, non possiamo tacere l’esistenza di pesanti colpe addebitabili al potere economico che ha sempre premuto per l’allentamento indiscriminato delle regole ma anche a quei cittadini che hanno trascurato l’applicazione delle più elementari norme di prevenzione. Dimenticando che la responsabilità è un valore che non riguarda solo chi è investito del potere di governare ma tutti noi. L’emergenza pandemia è stata presa sottogamba da quelle persone che, sentendosi invulnerabili, si son comportate come se i rischi del COVID 19 fossero un qualcosa che riguarda solo gli altri. Si è giocato, come si suol dire, all’italiana con le conseguenze e le prospettive che purtroppo sono ora sotto gli occhi di tutti. Ci piaccia o no, pandemia e lock down non ci hanno per niente cambiato.  Siamo sempre noi… e forse anche un po’ peggiori di prima.

Immagine introduttiva: vignetta di Benito Jacovitti.

20 commenti Aggiungi il tuo

  1. willyco ha detto:

    Purtroppo hai ragione e mi spiace mettere quel mi piace che invece non è contento per niente. Per cambiare non basta l’entusiamo, a volte neppure la convinzione, se si pensa che tutto potrà tornare come prima. E’ quel come prima che era precario e fragile, iniquo spesso e creatore di diseguaglianza. Per cambiare serve consapevolezza e saper perdere qualcosa per aver altro che conta di più. E qui casca l’asino perché con una cultura del presente non c’è futuro.

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    1. Voltaire ha detto:

      Credo che il cambiamento richieda senso di responsabilità. Un qualcosa che manca in questo paese così come lo spirito di sacrificio e il senso di appartenenza a una comunità. Sinché si vorrà la botte piena e la moglie ubriaca sarà difficile sperare in qualsiasi miglioramento. Continueremo a navigare guidati da avventurismo, approssimazione, opportunismo e sfrenato individualismo.

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  2. Dylan50🎸 ha detto:

    Non so se siamo migliori o peggiori di prima o di altri,non lo ho mai pensato. Certo quella del covit è una vicenda gravissima che mette in luce tante situazioni. Non per niente si è detto che era dai tempi dell’ultima guerra mondiale che l’umanita’ non era stata così alle corde e gli italiani ,c.d. “brava gente”, hanno sempre dimostrato pregi e difetti come tutti i popoli della terra,nessuno escluso. Come uscirne? Qualcuno lo ha già scritto nei precedenti messaggi: forse occorrerebbe rinunciare all’eccessivo egoismo a favore di scelte il più possibile di interesse comune. Facile a dirsi,ma è difficile trovarsi d’accordo sul come fare. Speriamo di non essere costretti ad agire positivamente solo a causa delle sempre più gravi conseguenze della pandemia.

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    1. Voltaire ha detto:

      Superare il rifiuto fobico per le regole che da troppo tempo ci accompagna sarebbe già un buon punto di partenza .Poi sarebbe opportuno ridare importanza alla nostra Costituzione che anteponeva i principi della tutela della persona e della salute ad ogni esigenza di carattere economico. Penso sia questa la base essenziale ma, come tu dici, quel che è difficile è metter d’accordo tutti su poche regole basilari visto che ognuno bada solo al proprio “particulare”. Per altro verso non so neanche io se siamo peggiori o migliori degli altri . Mi piacerebbe solo che cercassimo di cambiare almeno un po’ per il nostro bene e per cercare, col contributo di tutti, di metter fine alla terribile situazione che stiamo vivendo .

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  3. Gus ha detto:

    Non è la furbizia che aiuta a crescere in consapevolezza e senso di responsabilità, ma l’educazione al sacrificio, alle privazioni, al saper aspettare.
    Sì, tutti “stravaccati” sulle spiagge senza rispettare distanze, viaggi nei Paesi esteri, tutti convinti che la guerra era finita.

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    1. Voltaire ha detto:

      Pienamente d’accordo. Troppo spesso siamo carenti di quelle doti che tu citi e che dovremmo cercare di sviluppare. Il vivere anche oltre le nostre possibilità e il pretendere sempre tutto e subito ci ha reso insofferenti e incapaci di sopportare le difficoltà che la vita inevitabilmente pone. Non sarà facile uscirne e il ricorso alla furbizia potrà solo aggravare la situazione.

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  4. Fulvio ha detto:

    Non è facile combattere un nemico sconosciuto a tutti e pertanto credo che i nostri Governanti abbiano, con molte difficoltà e qualche errore, agito bene.
    Non certamente da elogiare i tanti sapienti luminari della scienza medica, che spesso hanno parlato a vanvera, su tutti l’imbecille Prof. Zangrillo affermando a più riprese che il virus era morto.
    Quelli che, certamente sono la prima causa del l’odierna situazione, sono i No Vax e tutti quelli che non hanno seguito e ancora oggi non intendono seguire i protocolli di sicurezza.
    Un caro saluto. fulvio

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    1. Voltaire ha detto:

      Ritengo che chi sia trovato a governare in questo frangente abbia avuto una grande sfiga. Molto semplice dover giudicare dall’esterno. Di errori in questa situazione è facile commetterne ma noi, cosa avremmo fatto al loro posto? Poi ci sono i “Soloni” che pontificano sulla morte del virus, probabilmente prezzolati da quei settori dell’economia che temono un nuovo lockdown. I no vax poi fanno ridere. Facile dire che i vaccini non servono in una civiltà di vaccinati. Un salutone a te caro Fulvio.

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  5. Neda ha detto:

    Nel mio paesello, 8500 abitanti nel 2019, siamo in 103 di meno. Io esco solo due volte al mese per fare la spesa, con tutte le precauzioni dovute e non solo perché sono obbligatorie. L’ultima volta ho visto, al supermercato, un medico del nostro paese: aveva la mascherina a naso scoperto, come ho visto a tanti anche in tv. Si lamentava perché “comunque il virus colpisce lo stesso” !

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  6. Voltaire ha detto:

    Relativamente ai medici, che nel mio palazzo ti guardano con commiserazione quando ti vedono con la mascherina , mi piace citare Marziale: “Poco fa Diaulo era medico; ora fa il seppellitore. Quello che fa da becchino, lo faceva pure da dottore.”

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  7. Mirtillo 14 ha detto:

    Caro Voltaire, la penso anch’io come te. Passato il lookdown, arrivata l’estate , ci siamo sentiti tutti troppo sicuri, liberi di tornare alla vita di sempre, fuori pericolo e qui sono cominciati i guai. Ci voleva l’aumento di casi per far tornare la paura ma, ormai, è troppo tardi. Ci risiamo in pieno! Magari hanno sbagliato i politici nelle loro decisioni ma la responsabilità è di tutti !! Speriamo in bene, io sono sempre in casa, esco poco, ho paura a prendere i mezzi. Oggi sono in montagna, è la mia casa, ho preso la mia macchina, cerco di non rischiare. Saluti cari.

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    1. Voltaire ha detto:

      Anche noi stiamo conducendo una vita abbastanza ritirata. A parte il lavoro stiamo molto a casa. Mi salva un po’ un bel balcone fiorito con vista verso il mare. Non ho molta voglia di uscire perché non mi sento sicuro. Il virus può essere più vicino di quanto non si possa pensare. Spero che tutto finisca al più presto ma, al momento, non ci resta che portare pazienza. Un caro saluto a te.

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    1. Voltaire ha detto:

      Thanks you very much.

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  8. Tolti i soliti “furbi”, molti forse hanno solo erroneamente mollato gli ormeggi ossia sono cmq voluti tornare alla vita. Io quest’estate cmq ho visto anche rispetto delle regole. La movida invernale avrà le sue colpe ma pure gli assembramenti mattutini incolpevoli perché se tutti devono essere in ufficio alla stessa ora e se gli studenti idem, è un po’ difficile differenziarli e chiedere loro di fare una “partenza intelligente”. Detto questo il DPCM di ieri sera mi piace, lascia discrezionalità agli enti locali a chi è sul territorio. Ora ci vogliono controlli seri ed è questo il nodo della questione, il fatto che possa mancare personale per realizzarlo. Mi auguro che questa volta a questa lacuna si ponga rimedio. Non so se siamo come prima o meglio o peggio. Credo che la gente sia solo più stanca ed esaurita e questo porti molti ad essere più esasperati. All’inizio il lockdown ci ha uniti ma poi molti sono stati fiaccati dal non vedere l’uscita in fondo al tunnel, tanti altri hanno visto il baratro economicamente parlando e quindi anche emotivamente. Poi ci sono gli imbecilli, ma non si può generalizzare, non tutti siamo così e neanche tutti siamo però disposti a soluzioni draconiane illogiche come quella di un coprifuoco in stile Francia totalmente assurdo. Ecco perché saluto questo DPCM con positività sperando che riesca a produrre gli effetti voluti ed auspicati da tutti.

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  9. Voltaire ha detto:

    Credo anch’io che il DPCM sia adeguato e corretto. Del resto i contagi vanno considerati in proporzione a tamponi e , in questa fase, ne son stati effettuati più che a marzo. Giusto anche il coinvolgimento degli enti locali. La prudenza è necessaria ma bisogna essere nel contempo razionali e non allarmisti visto che il panico non è mai un buon consigliere. Un salutone a te.

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  10. franco battaglia ha detto:

    Ho come il sentore che ce vorranno due o tre lockdown prima che quello entra prima da un’altra parte, c’entri anche in testa… 😉

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  11. Voltaire ha detto:

    Molta gente è dura di testa. Sarà perciò molto difficile contenere i contagi e il vaccino non c’è ancora e poi ci vorrà tempo per distribuirlo in modo adeguato. Difficile intravvedere quel bagliore di luce che faccia pensare alla fine del tunnel.

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  12. Bertow ha detto:

    Italianibravagente.
    Si diceva e si dice tutt’ora,
    Mi sa

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    1. Voltaire ha detto:

      Gli Italiani son persone falsamente alla mano, son cerimoniosi, apparentemente gentili ma molto interessati e opportunisti. Brava gente?Forse ogni tanto qualcuno c’è… forse.

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